Il progetto
SiciliaNatura
 

L’ambito geografico siciliano presenta un elevato numero di specificità naturalistiche ed ambientali di una valenza tale da indurre la Regione Sicilia ad attuare una politica conservazionista dei valori e degli ambienti naturali e delle biodiversità mediante una forte azione di istituzione di Parchi e Riserve Naturali.

Ad oggi i Parchi sono quattro e le Riserve Naturali 76, con una superficie totale di 270.988 ettari, pari al 10,5% della superficie di tutta l’isola; se a parchi e riserve naturali si aggiungono i 218 Siti di Interesse Comunitario (Sic) e le 29 Zone di Protezione Speciale (Zps), la superficie complessiva protetta è di 502.618 ettari. La vastità di tali aree permette una notevole diversificazione degli ambiti naturalistici, con la presenza di zone montane, zone collinari, fasce costiere ed aree marine, con la conseguente diversità e varietà sia della flora che della fauna. Le recenti normative regionali, nazionali ed europee mirano sempre più a coniugare la conservazione della natura con lo sviluppo economico sostenibile.

Il percorso passa attraverso progettazioni integrate che tengono conto delle caratteristiche, delle esigenze e delle aspettative locali. Una programmazione integrata del territorio caratterizzato da elementi di valore naturalistico è stata affrontata in modo efficace dai Fondi Strutturali 2000-2006 che hanno individuato una rete ecologica nazionale comprendente non solo le aree di importanza comunitaria ma anche quelle nazionali, regionali e locali.

La Rete Ecologica Siciliana (Res), in armonia con quanto stabilito in sede comunitaria nel campo della protezione ambientale, tende ad una sempre maggiore sensibilizzazione delle tematiche che puntino sullo sviluppo sostenibile e quindi alla promozione di servizi indirizzati alla valorizzazione congiunta delle risorse culturali, naturalistiche e paesaggistiche capaci di vivacizzare le economie del territorio e soprattutto quelle dei centri minori a rischio di scomparsa.

Non a caso la programmazione FESR 2007-2013 individua come Obiettivo specifico 3.2 quello di “rafforzare la rete ecologica siciliana, favorendo la messa a sistema e la promozione delle aree ad alta naturalità e conservando la bio-diversità in un’ottica di sviluppo economico e sociale sostenibile e duraturo, mediante due obiettivi operativi: rafforzare la valenza e l’identità naturalistica dei territori (Obiettivo operativo 3.2.1) ed incentivare lo sviluppo imprenditoriale che opera nel settore della valorizzazione dei beni ambientali e naturalistici e della correlata promozione del turismo diffuso, coerentemente con i modelli ed i piani di gestione e conservazione dei siti Rete Natura 2000 parchi e riserve (Obiettivo operativo 3.2.2)”.

Le risorse turistiche, ambientali e culturali rappresentano quindi uno dei principali fattori di sviluppo per l’economia della Sicilia e, più in particolare, delle aree naturali nelle quali il progetto SiciliaNatura intende operare. Nella gran parte dei casi si tratta, tuttavia, di potenzialità ancora inespresse, come dimostrano i dati sconfortanti che riguardano l’afflusso turistico nel Mezzogiorno ed il rilevante squilibrio esistente tra la domanda di lavoro espressa dal territorio e le richieste da parte degli operatori economici, in termini di risorse umane necessarie alla realizzazione dei programmi di sviluppo in atto (patti territoriali, “Pit” ed altri strumenti di programmazione negoziata).

Alcuni distretti turistici meridionali – localizzati in particolare in Campania, Sicilia e Sardegna – hanno tuttavia evidenziato, negli ultimi anni, una crescente capacità di attrazione dei flussi turistici, sia italiani che stranieri, alimentando in molti osservatori la speranza che possa effettivamente determinarsi un boom della domanda turistica, particolarmente di quella naturalistica. In Sicilia, comunque, al di fuori delle grandi aree protette, che generalmente interessano territori poco urbanizzati ed a bassa dotazione di infrastrutture e servizi, la qualità ambientale risulta nel complesso minacciata, soprattutto in quelle aree a ridosso della costa dove si sono affermati processi di sviluppo turistico e dove risulta più forte la pressione esercitata dall’espansione edilizia.

In questi casi è prioritario avviare una politica di difesa, salvaguardia, e riqualificazione del territorio e dello sviluppo turistico-insediativo, come premessa per consentire uno sviluppo di tipo sostenibile. Per quel che riguarda viceversa le aree protette, l’obiettivo di migliorare la qualità delle risorse ambientali, oltre ad essere giusto in sé, costituisce una leva eccellente per creare lavoro e nuova imprenditorialità, purché la valorizzazione avvenga in stretto collegamento con il contesto territoriale di riferimento.

 
   
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