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Parco Naturale
Parco Naturale Regionale dell’Etna
Descrizione del parco
Il Parco Naturale Regionale dell’Etna, istituito nel 1987, ha un’estensione areale di circa 58.000 ettari e comprende tutto il vulcano, dalla vetta fino alla cintura superiore dei paesi etnei. L’Etna con i suoi 3350 metri di altitudine è il vulcano attivo più grande d’Europa; l’apparato sommitale è attualmente costituito da tre crateri ossia quello Centrale (Voragine e Bocca Nuova), quello di Nord-Est e quello di Sud-Est, verso oriente. All’interno del territorio del Parco si trovano oltre 200 grotte di scorrimento lavico, note sin dall’antichità, che sono state utilizzate dall’uomo come luoghi sacri e di sepoltura, come riparo o come luoghi destinati all’accumulo di neve: tra le più importanti ricordiamo la grotta dei Lamponi, dei Tre Livelli, del Gelo e delle Palombe. Oggi, a distanza di alcuni anni dall’ultima eruzione, gli impianti di risalita e le funivie hanno ripreso a funzionare, permettendo ai visitatori di comprendere appieno le straordinarie bellezze di questa montagna. Polo sciistico invernale, l’Etna attrae anche per le sue incredibili eruzioni, eventi con i quali l’uomo ha imparato a convivere e da cui spesso trae la materia per le tipiche costruzioni del luogo. Le eruzioni dell’Etna sono prevalentemente di tipo effusivo: l’attività esplosiva è limitata a fasi vulcaniche stromboliane e, più raramente, a fontane di lava di tipo Hawaiiano. Solo alcuni depositi non recenti sono formati da prodotti piroclastici derivanti da attività esplosiva vera e propria. Per questo motivo l’Etna è considerato un vulcano relativamente poco pericoloso. Alcune colate di lava possono spingersi a quote molto basse ed arrecare grandi danni materiali, ma difficilmente rappresentano un pericolo per le vite umane. Fra le principali eruzioni dobbiamo ricordare quella del 2001 che toccò la Pineta Ragabo di Linguaglossa e distrusse gli impianti di risalita e le attività di Piano Provenzana, quella del 1991, direzione Zafferana, il cui corso fu deviato con l’utilizzo di esplosivi e, più indietro nel tempo, quella dell’86 e dell’83. Nell’ambito dell’area del parco dell’Etna occorre distinguere tre ambienti principali: la zona collinare, molto coltivata, la zona boschiva e quella arida e desertica delle sciare laviche a quote più elevate. L’alta escursione termica consente la crescita di noccioleti, querceti, castagneti, roverella, pino laricio, lecci, alloro, spinosanto e della ginestra dell’Etna. Faggi e betulle, fra cui l’endemica Betulla aetnensis, alle quote più basse, lasciano spesso spazio ai vigneti che rendono un ottimo vino nero, celebre quello di Solicchiata, da uve di nerello mascalese, spesso visibili in coltivazioni a terrazzo su muretti di pietra lavica a secco. Ben presenti alle quote collinari capperi, tapsie, euforbia, il Fico degli Ottentotti, l’agave ed il ficodindia. Inoltre incontriamo il krokus, il fiore dello zafferano, la viola, il ginepro, il crespino dell’Etna e, anche alle quote più alte, la ginestra dai tipici fiori gialli. Gli ampi spazi sommitali sono habitat sfruttati da varie specie di rapaci diurni come lo sparviero, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino e l’aquila reale, e notturni tra i quali barbagianni, assiolo, allocco e gufo comune. Ricca è anche l’avifauna legata agli ambienti boschivi con la ghiandaia, coturnice, silvie, cince e cuculo: sulle colate laviche sommitali è possibile incontrare il culbianco. Tra i mammiferi vivono nell’area del parco l’istrice, la volpe, il gatto selvatico, la martora, il coniglio selvatico, la lepre, la donnola, il riccio, il ghiro, il quercino mentre nelle numerose cavità presenti trovano condizioni ideali varie specie di chirotteri. Risultano ormai estinti dall’area del parco il lupo, il daino ed il capriolo. Tra i rettili sono presenti diverse specie di serpenti, come biacco, vipera comune ed il ramarro occidentale.
Come Raggiungerci
L’area del Parco Naturale Regionale dell’Etna si trova nel versante nord-orientale della Sicilia e ricade interamente in provincia di Catania, interessando venti comuni ovvero: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Sant’Alfio, Santa Maria di Licodia, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea. La vicinanza con la città di Catania e con l’autostrada A18 Messina-Catania consente facili collegamenti al Parco sia per chi utilizza l’aereo che per chi ama muoversi in auto. I numerosi centri abitati che fanno da corona all’area protetta sono poi raggiungibili dalla fitta rete viaria che li collega a Catania e fra di loro.
Informazioni utili
Una decina di itinerari e sentieri si offrono al turista appassionato di montagna: innanzitutto Monte Nero degli Zappini, Monte Zoccolaro - partendo dal piazzale di Monte Pomiciaro – Monte Conca, raggiungibile dal Piano Provenzana (Linguaglossa), Monte Spagnolo dalla secolare faggeta, i Monti Rossi, le oltre 150 grotte, fra cui la grotta del Gelo, quella dei Lamponi e quella dei Tre Livelli, la Valle del Bove, questi solo per citare alcuni possibili tracciati. L’escursione ai crateri sommitali, disciplinata anche questa dal regolamento di fruizione del Parco e dalle ordinanze della Protezione Civile, viene offerta a bordo di pullman 4X4: punti di partenza sono il Rifugio Sapienza a sud est (versante Nicolosi) e Piano Provenzana (versante nord est, a Linguaglossa); più in giù, a Sant’Alfio, merita una visita il millenario “Castagno dei cento cavalli”. Per le escursioni, soprattutto quelle in quota, è bene seguire alcune direttive prima di avventurarsi sulle pendici del vulcano. Al trekking si affiancano sport più dinamici, quali mountain bike, sci, traino a slitta, parapendio, visite a cavallo. Bella ed entusiasmante è l’escursione alla “Valle del Bove”, sul versante orientale: dai precipizi a sbalzo su vecchissime colate laviche, si ammirano i “dicchi”, filoni di magma di epoche, colori e consistenze diversi. L’area è raggiungibile da Zafferana, da cui occorrerà proseguire per “Piano del Vescovo”, poi per la “Rocca degli Zappini”, quindi, attraverso ripidi sabbioni lavici, fino a “Serra del Salifizio”. Si può anche salire alla “Serra Giannicola Grande” per ammirare il bordo occidentale della Valle del Bove. Gli itinerari del gusto si arricchiscono degli elementi di una cultura, quella dell’Etna, che dodici mesi l’anno sa offrire odori, sapori e colori tutti speciali. Nelle tipiche masserie in pietra lavica, possiamo degustare vini ed oli, formaggi e miele, castagne, pistacchi di Bronte, mele, pere, fragole, ciliegie ed arance, tutti ingredienti base di una cucina che si arricchisce, per i secondi, di ottime carni e specialità a base di funghi preparate sempre con grande stile, magari al caldo di un focolare di una baita immersa nella neve.
Ente gestore
Ente Parco dell’Etna
Contatti
Ente Parco dell’Etna Via del Convento, 45 - 95030 Nicolosi (CT) Tel. 095 821111 Fax. 095 914738 E-mail: ufficiostampa@parcoetna.it http://www.parcoetna.ct.it
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